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Full text of "L'inganno felice : farsa per musica : da rappresentarsi nel R. C. Teatro alla Scala nella primavera dell'anno 1816"

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University of North Carolina at Chapel Hill 


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CORAL 











L'INGANNO FELICE 


FARSA PER MUSICA 


3 


DA RAPPRESENTARSI 
NEL 
R. C. TEATRO ALLA SCALA 


Nella Primavera dell’ anno 1816. 


MILANO 


DALLA STAMPERIA DI GIACOMO PIROLA 
dirincontro al R. €. Teatro suddetto. 


/ 


PERSONAGGI. 





BERTRANDO, Duca. 
Sig. Savino Monet. 

ISABELLA, sua moglie. 
Signora Teresa Belloc. 


ORMONDO, intimo del Duca. 
Sig. Pietro Vasoli. ì 


BATONE, confidente d’ Ormondo. 
Sig. Giovanni Bottari, 

TARABSTTO, capo de Minatori. 
Sig. Filippo Galli. 

MINATORI di ferro 


di che non parlano. 
SOLDATI. 44)... 





La Scena è in Italia. 





La Musica è del Signor Maestro 
GioAcHINO Rossini. 





La Scena è nuova disegnata e dipinta 
el IRRARY dal Sig, PASQUALE CANNA. 


3 
In mancanza della Signora Teresa Belloc, 
canterà la Signora Teresa Gioja. 
, In mancanza del primo Tenore, supplirà il 
Sig. Giovanni Carlo Berretta. 
. In mancanza de’ primi Buffi, canteranno i 
Signori Pietro Vasoli e Paolo Ferrari. 





Muaestro al Cembalo 
Sig. Vincenzo Lavigna. x 
Primo Violino, Capo d' Orchestra 
Sig. Alessandro Rolla. 


Altro Primo Violino in sostituzione al Sig. Rolla 
Sig. Giovanni Cavinati. 


Primo Violino de’ Secondi 
Sig. Pietro Bertuzzi. 
Primo Violino per i Balli 
Sig. F erdinando Pontelibero. 
Primo Violoncello al Cembalo 
Sig. Giuseppe Storioni. 
Altro primo Wiolontello 
Sig. Pietro Rachele. 
Primi Clarinetti a perfetta vicenda. 
Sig. Pietro Tassistro. -- Sig. Felice Corradi. 
Primo Corno di Caccia 
Sig. Luigi Beloli, 
Primo Fagotto 
Sig. Gaudenzio Lavaria, 
Primi Contrabbassi. i 
Sig. Giuseppe Andreoli -- Sig. Franceseo Iserik, 
Suonatore d'Arpa 
Sig. Clemente Zanetti, 


Direttore del'Coro 
Sig. Gaetano Bianchi. 
i Da Li 
Copista; e proprietario della Musica 
Sig. Giovanni Ricordi, 
CIEPEizone €) — II O 


Inventore e disegnatore degli abiti ed attrezzi 
S1g. Filippo Pistrucci. 
ni © 
* Capo Macchinista 
è. «© Sig. Francesco Pavesi. 
_* Sotto-Capi 
Signori 
Antonio Gallina. -- Gervaso Pavesi. 


È —atie DD RSI ge % 


Capi 1lluminatori 
Signori | 
Tommaso» Alba. --. Antonio Maruzzi. 
(è © — stu î 
brani Capi Sarti 
Da uomo | Da donna 
Sig. Antonio Rossetti. Sig. Antonio Majoli. 
ito ag? 
Berrettonaro 
Sig. Giosuè Parravicino. 
Attrezzista 


Sig. Ermenegildo. Bolla. 


5 


ATTO UNICO. 





SCENA PRIMA, 


Il Teatro rappresenta un Vallone che ha cin 
prospetto una catena di montagne, per.una delle 
quali si scende al piano dalla parte ché indica. la 
strada comune. f)a: un lato una roccia con alcune 
cavità che suppongono ingresso alle. miniere. 
A canto alla roccia, esterno ‘della casa di Tara- 
botto con porta praticabile. Dirimpetto un grande 
arbore con una panca presso al medesimo. | 


Tarabotto ch’ esce da una delle cavità 
con. Piemaiaro, pe Isabeila. i 
Tar. Cia dite La nostro Duca (vatlundo ai 
Quì vicino adesso a noil  Minatori) 
. Non ti sei di già ingannato! (ad uno) 
Tu scorgesti 1 fidi suoit (ad un altro) 
Quì dall'alto mi vo’ anch’ io 
Or di tanto assicurar. 
Ritornate alla miniera 
Voi frattanto a lavorar. (Gale: una mon- 
tagna e si disperde, ed è Minatori rientrano 
nella cavità. Rimasta vuota la Scena, esce 
Isab. con in mano un ritratto giojellato che 
sta contemplando assorta»in se medesima) — 
Isab. Perchè dal tuo seno 
Bandire la sposa, 
Che fida e amorosa 
Vivea sol per tel. 


Fu un rio traditore!.. 

Fu un barbaro inganno!.. 

Eppure t'adoro,. 

Benchè mio tiranno! 

Ah solo sospiro 

Provarti mia fè. (resta concentrata in 
se medesima come sopra. Ricomparisce Tar. 
che paria scendendo. 4sab. non s'avvede di lui) 

— ar. Sì, egli è vero, è il Duca al certo... 

. Isa. Dì, qual colpa è mai la mia! 

Tear: Prepariamci... ( eccola. Sempre (scende, 
savvede d’ Isab., e si mette ad.osservarla 
avvicinandosele a poco a poco senza ch’essa 
di lui s accorga) 

Colla sua malinconia!) 

Isa. Ma tant'odio, e perchè mai?.. 

Tar. ( Cos' ha in man che luce assai?.. 

Ora vedo, egli è un ritratto... 
Veh vehl al Duca un po' più giovane 

| Ei somiglia affatto affatto.) 

Isa. Io son pur la tua consorte! (nasconde il ri- 

Tar. (Sua consortel.. oh! cos'ha detto?..) tratto) 

Isa. Unoscritto alsommooggetto(cavaun fog.) 

Può condurmi... oh ciel! (s’accorge di 
Tar., e nasconde il foglio) 


Tar. P Che ascondi? 
Isa. Tot. (assai confusa) 
Tar. Un ritratto, 

Lsa, Come] 

Tar. i E un foglio. 


Nisa, Nisa, a me rispondi 
Vo' saper siffatto imbroglio. 
i; ala 
Isa. Agitata... mi confondo... . 
Non so dir... parlar non oso.., 
Ah mi tolga il ciel pietoso 
Colla morte al mio penar. 


Tar. Tu mi fai restar di stucco!.. 
Parla pur liberamente. 
Ah.mì devi schiettamente 
Ogni arcano palesar. 
Ebbene, che nascondi 
A Tarabotto? 
Isa. Io? nulla. 
Tar.Chiami nulla un ritratto 
Contornato di gemme? Io veramente 
Lo chiamo qualche cosa. 


Isa. i . Egli è... 

Tar. Il ritratto 
Del nostro Duca. - 

Isa. Ok ciell.. 

Tar. ‘Da chi l'avesti? 

Isa. Da chi l’ebbi? 

Tar. Ho ragione 
D' esserne ben curioso. 

Isa. Oh sorte! © 

Tar. E parmi 
D'aver diritto a domandarlo. 

E 1. PIQROA Voi!.. 


Tar.Io sono quello, che, son già dieci anni; 
E sola ti raccolsi e semiviva 
Sulla spiaggia del mare. 
Isa. Oh rimembranza! 
Tar.Che ti condussi a casa mia, che a tutti 
( Poichè tu lo volesti ) 
Tacqui l'avvenimento, 
E t'ho fatta passar per,mia nipote, 
Come ognun pur ti crede. 
Isa. E questa vita 
In guiderdone io t'offro. 
Tar. Eh dalle donne 
Non voglio queste cose. Or bene, o parla, 
O sei ingrata, e per sempre io t' ’abbandone 


Pa 


6 4 

Isa. No, che ingrata non fu, nè teco il sono. 

Tar. Dunque fuori. 

. Isa. a Un arcano 
Da cui la vita mia dipende ognora! 

Tar.Tanto più vo saper... 

Isa. Dunque risparmia 
L'angoscia a un infelice di svelarti 
L'orribile cagion del suo dolore. 

Legsi e, se puoi, quì non'gelar d’orrore. 
(da il foglio, che avea prima nascosto, e 
,$ abbandona desolatamente sulla pancd). 
Tar. apre e legge 
» O voi, ch'io suppongo seguace d' umanità, sap- 

» piate, che vive. in questi soggiorni la già cre- 

» duta estinta Isabella vostra uoegi .. 1 

» niquo e potente Ormondo le chiese affetti non 

» permessi, e giurò vendetta del di lei costante 

» rifiuto. Sorprese e tradì colla più’nera perfidia 

» il cuore del di lei sposo, e la infelice fu con- 

» dotta da Batone aderente ad Ormondo in una 

» barca, e gettata poscia nell’ onde. Venite alle 

» Miniere di ferro. Volate. Qual gloria per voi! 

» V'attendeiltrionfo dell'onore e alta 4 innocenza.» 
Voi signora!... (rendendole il fog.) Uh.. perdon.. 

(per inc hinarsele. Essa si leva impetuosa- 
mente, e lo dico) 

Isa. Che fai?... che fai?,.. 
Liberatore, amico e padre mioi 

Tar.E fu questo Batone I 
Che v'ha condotta al mar? 


Isa. Dessor 

Tar. E vha delto 
Il perchè ? 

Isa. Sol mi disse che il facea 


D’ ordine del mio sposo. 
Tar.Nè voi tentaste dopo ?... 
Isa. E come mai? 


LI da 
Tar.E vero. Prese il Duca 
Una seconda moglie. Opra fu questa 
Di chi vera nemico, e lo scoprirvi 
Lo stesso era che perdervi per sempre. 
Isa. Or che dispose il ciel che gli sia morta 
La nuova sposa, e viene a questa parte, 
Ho allestito quel foglio, onde, se mai 
Vi sia tra suoi seguaci 
Qualch' anima onorata, | | 
Tentar col di lei mezzo e occultamente 
Di provar che gli son moglie ‘innocente. 
Tar:Pensate bene... oh. diavolo | (osservando) 
Vedo lì de’ soldati. Che venisse 
1l Duca alle Miniere? ‘È 
Isa. | Dio!... possibilel... 
Tar.L' abito, 4 patimenti, a 
Ch'hanno alterati i vostri lineamenti... 
La distanza dei tempo... 
Oh in somma avete core? 
Isa. Da sfidar qualsivoglia aspro cimento. 
(con gran forza) 
Tar.Ebben... mi va passando per la testa... 
(accendendosi e fantasticando) 
Ma non ci lusinghiamo... 
Oh se posso artivar!... vengono. Entriamo. 
(entrano in casa) 


SCENA IL 


Soldati dalla Montagna, poi Bertrando 
Scendono tutti. 


Ber. Qual tenero diletto 
Amare un vago oggetto, 
Che in se costante aduna 


Il merto e la beltà! 
1* 


10 
Ma quanto è mal tiranna 
La forza del destino 
Se amare ci condanna ‘ 
Chi vanto tal non ha. 
Ah più non vive, oh Diol 
Quella che odiar dovrei: 
Ma in rammentar di lei 
Tormento Amor mi dà. 
(Nè pon due lustri ancora cancellarti, 
Isabella infedel, da questo corel.. 
Ah si pensi al dover.) (compariscono 
Bat. e Orm., che scendono) 


SCENA (Ill 
Bertrando , Ormondo , Batone , e Soldati, 


Ber. Ebben che tenta 
Il Duca mio vicino? 
Orm. Io non saprei... 
Bat.Sarà vano il sospetto, 
Ma i sensi suoi meglio indagar ci giovi. 
Ber.Quindi è, che occulta via cercar conviene 
— - Per prevefiirlo al caso... 
Bat. i I In quelle rocce, 
Che sono le miniere 
Del ferro, questa strada 
Forse che vi farà. Detto mi venne, 
Che un certo Tarabotto 
Capo de’ minatori 
Alberga quì d'intorno. 
... Da lui saper sì può. 
° Ber. Di lui si cerchi, 
Bui.Chjamerò a questa casa. Olà!,,, 


1I 


SUN A: BV, 
Detti, e Tarabotto. 


Tar. Chi chiama? (Uscendo) 
Orm.Il Duca tuo signor quest'è che vedi (accen- 
Tar.Che fortuna! m’umiliol... . nandogli Ber.) 
Ber.Sapresti tu indicarmi 

Ove soggiorna un certo Tarabotto 

Capo de’ minatori? 
. Tar.Eccolo a’ suoi comandi. 

La sua piccola casa è quella lal.. 3 

Ivi con Nisa sua cara nipote 

Vive poveramente, ta 

Ma sempre allegramente. 
Ber. Avèr m'è d'uopo 

Da te gran lumi. Seguimi 

In quelle rocce. Ormondo, tu frattanto, 

E tu, Batone, eseguirete quanto 

lo v'imposi di già. (savvia alle cavità) 
Tar.( Batone e Ormondo! oh ben venuti qua.) 
(entra col Duca nelle cavità, seguiti dai Soldati. 


Orm. parte) 


SCENA V. 
Batone, indi Isabella, 


REI gian d’andar a farmi squinternare 
Fra quelle catapecchie 
Vorrei bere un pochetto. Ho proprio sete. a 
Disse quell’uom che in casa ha una nipoté 
Che ha nome Nisa. Chiamerò costei! x 
Oh Nisa!... (chiamando alla casa) è» 
Isa, Chi mi vuole?... ah! (per iscap- 
pare. Egli glielo impedisce ; ed ella si na- 
sconde il viso) 


} 


+2 ba 
Bat. Cos'è stato? 
Un uom vi fa paura? 


Isa (Qui Batonel) 


Bat. Io volea bere un po’ d’acqua... 
Isa. Vengo... (per andare , sempre senza voltar- 
si, ma egli la trattiene) à 


Bat Oibò, che vedere io voglio i in prima 
| Il vostro bel visetto. 
Isa. (Isabella coraggio.) 
Bat.Quest' è nuova d’ayvvero! lo sono un uomo. 


Glarona oi 
| Fate così con tutti? 
Isa. Signor nò. (se gli fa ve-. 
dere improveisamente) 
. Bat.Oh! .. (con gran sorpresa dà indietro) 
Isa. Che stupori mai! Sono una donna.. 


(contraffacendo Batone) 
Fate così con tutte? 
Bat. No veramente... ma... (fissandola con timore 
(È lei, o non è lei?) e indecisione) 
Isa. Or che mi avete 
Veduta, vado a prendervi quest’ acqua. 
Bat.M°è passata la sete. 
isa. È curiosa! e perchè? | 
Bat. (come sopra) Perchè!... perchè.. 


Isa. Se altro non v' occorre. (per andare) 
Bat, (in tuono alto) ‘Quà; fermatevi... 


Isa. E che diritto avete (imperiosamente suars 
dandolo in modo marcato) 

Di volet trattenermi ? 

Bat (sbigottito un bdboy Oh nulla... nulla!... 
Ma bramava.. 

Zsa. ##Qhe' cosa i; 

Bat. ai Li NAC Vi dirò!... 

Isa. Via, dite. | 

Bat.( Ah che pensar, che dir'non so 1) 


15 

Una voce m'ha colpito 

Dalla cima sino al fondo, 

E se un peco mi confondo 

| Mi dovete perdonar, 

i ( Nel fissarle gli occhi addosso... 

Di veder già lei mi pare, 

Che soletta e abbandonata 

Ho lasciato in preda al mare. 
* Mi si scalda omai la testa, 

Freme intorno la tempesta, 

E al timor ed il sospetto 

Già mi fanno vacillar.) 
È ‘un'’casetto... ‘un romanzettò... 

Sono cose ‘da risate.. 

Cara figha, perdonate, 

Or di più: non so spiegar. (parte al 


piano) 
89"BEC E NA VAL ì 
Isab., poi ‘“Parab; fas orata: dalle cavità, 


Isa. pa restò indeciso. Ah mi' conviene 
Usar somme avvertenze Il mio consorte 
Certo un momento o l'altro a questa parte... 

' (esce Lar.) 

Tar. Signora, il Duca or or dalle miniere 
Quà s' en viene. Veder brama un gine 
Ch'io gli dissi che tengo, 

Che contiene. la‘ pianta 

Delle miniere e che gli è necessario 
Per una militare operazione | 
Ho pensato che vel ‘ghiel presentiate 
Come nipote mia 

Già sapete ove sta. Quando vi chiamo 
Venite col disegno. 

Vedrem da tale incontro cosa nasee 
Onde saperci regolar. 


14 | 
Tio: (agitatissima) Io deggio ... 
Tar.Per bacco! Qui ci vuol spirito e corel... 
°.Mi prometteste.,. 
Isa. E vero, e al sommo oggetto 
(rimettendosi e parlando con gran dignità 
ed energia) i 
Tu vedrai, mio fedel, se ho un'alma in petto. 


i (parte) 
SCENA VII. 
Bertrando che ritorna coi Soldati, e Tarabotto. 


T a Gt protettor dell'innocenza, ajutami. 
Quì convien sopratutto 
Ch'io tenga gli occhi adosso 
A quel briecon d''Ormondo e a quel Batone 
Suo degno confidente. Ohl quanto io bramo... 
Ma torna il Duca. A noi. Su cominciamo. 
(î Soldati si ritirano all'ordine di Ber.) 
Tar.Ebbene, ov è il disegno? i 
Bar. Altezza, io sono 
A chiederle una grazia. 
Ber.Spiegati. 
Tar. Ho una nipote 
E brava e onesta e spiritosa, e tale 
Che il bastone sarà di mia vecchiezza. © 
Ber.Me ne compiaccio. Ebben? 
Tar. Se vostra Altezza 
Si degna di permetterlo , ambirei 
Ch' essa il disegno presentasse a lei, 
Ber.Ben volentier. 
Tar. Le ho detto già che in pronto 
Tenga questo disegno. Figurarsil DR 
La povera figliuola... 
Oh non saprà in che mondo la sia, 
Ber.Venga. Ove sta? SR a 


15 


Tar. ‘LA dentro in casa mia. 
Nisal... o 3 Nisal., . il disegno... (chiamando 
Pai . alla casa) 


SCENA VIII. 


Detti. Isabella con in mano una carta piuttosto 
grande piegata. S' avanza lentamente e sempre 
a capo chino. 


Isa. dra Dio mi reggi!) 


Tar. Avanti, 

Avanti via. 
Isa. Perdon.. (con voce un pò alsran) 
Tar. Non ha coraggio (a Ber. che 


nel fissare Isa. resta ciano sospeso) 
La poveretta. 


Ber. Sento con piacere ;' 
Che vy'ama vostre zio. © 
Isa. Gli è tanto buono.. 


(timida assai) 
Tar.Gli è tanto buono... Dagli quel disegno.., 
(contraffacendola. Isa. fa un passo verso 
Ber. poi si ritiene) ) 
E così? perchè fai la guardabasso ? 
Ti par questa creanza! 
Ber.La sua saviezza ammiro. 
‘Isa. (Oh ingrato! oh ingrato!) 
Tar.Or dov è quel tuo spirito? dov' è 
La tua giovialità? non hai guardato 
Ancora il tuo Signor. 
Isa. Doyer... apetiole 
(con passione) 
Ber.(Qual voce mail) 
Tar. Il disegno... hai tu capito? 
Perdoni vostra Altezza.. 
Dagli il disegno, (Zsa.faun passo come sopra ec.) 


E 


Oh corpo di mia nonnal 


Su quella testa, sul mettiti a tiro. 


Isa. Il 


Ber. 


Tar. 
Isa. 

Ber. 
Isa. 

Tar. 
Ber. 
T. or. 
Ber. 


Ber. 


disegno... ecco quà... (se gli fa vedere e 
gli dà:con gran timore i disegno, ma 
Ber. nella gran sorpresa trascura di rice- 
vere la carta che cade in terra ed è rac- 
colta da ‘Tarabotto) 

Cieli che miro! 

(Quel sembiante quello sguardo 

Mette un gelo in questo cor.) 

(Resta come il debitore, 

Quando vede il creditore.) 
(Benchè ingrato e crudo tanto, 
Ah per lui mi parla amor.) 

Voi! (come per volerle dire cosa impor- 
tante, ma st ritiene sul fatto) 
Signor!... (come. Ber.) 

| Ecco il disegno. (interrompen- 
Tua nipote!... dogli artifiziosamente) 
(a Tar. con grand’ espressione) 
v Mia nipote. (in aria d’in- 
Il disegnoò!... differenza) 
Ad altro istante. (s' astrae 
fissando Isa. che si lascia contem- 
plare, ma però artifiziosamente) 
a 3 
(Se la miro, sembra quella... 
No, ch'estinta è la rubella... 
Non si guardi più costei... 
Una volta ancora... è lei... 
A qual barbaro contrasto 
Or mì guida un cieco ardor!) 
(Perchè pria non ascoltarmi... 
(Euardandosi reciprocamente) 
Perchè ingiusto condannarmi... 
« Non sì guardi più il-tiranno... (come 
. decisi di non volersi più guardare) 


Tar. 


\ 


Isa. 


Ber. 


Tar. 


Ber. 


Isa. 
Ber. 
Isa. 


Ber. 
Isa. 


& 
Una volta ancora... oh affanno? (tornan- 
dosi a guardare come per forza) 
A. qual barbaro contrasto 
Or mi guida un cieco ardor!) 
(Quello va fantasticando.. 
Questa è mezzo fuor del mondol 
Va il mio recipe operando.. 
Son per ora assai contento. 
Incalzate l'argomento; (piano ad Isa.) 
Conosciamo quel suo Cor.) 
Io vedo che importuna (rispettosa) 
Signor. v'è mia presenza. 
Or dunque con licenza 
Men vado via di quà. (per andare) 
À me importuna? Ah no! 
(in gran violenza ‘seco niedesimo) 
Voi greta quì mi siete... 
Anzi discara; andate!.., 
No, no restar dovete.. 
Ella è nipote vostra? (vivamente a TI 
Oh dubbio non ci sta! 
E figlia -di Torello 
Già quondam mio fratello; 
E nata: da sua madre, 
E ch'egli fu suo padre | 
Tutto il paese al .sa. È 
Ella somiglia oh quanto!... (vivamente) 
Quasi è i me un incanto |. 
Ah Nisal.. (con gran passione 
avvicinandosi ad Isa.) 
Permettete... incamminandosi) 


Fermati. (împerioso) 
Che volete? (si ferma e 
dignitosamente gli risponde) 

Mirarti. © aio subito) 


A qual oggelto? _ (came sopra) 


18 
Ber. 
Isa. 


Ber. 


Isa. 


Tar. 


T'u sell... (vivamente) 
D'onor seguace, (interrompen- 
E voi primo custode dolo) 


| (con energia rispettosa) 
Siete d’onor, di pace: 
Perciò da voi pretendo 
Del cor la libertà. 


a 3 


Qual voce! quali accenti! 
Ascolta, resta, senti... 
Lei vedo, sento lei, 
Chiudetevi occhi miei, 

O d’un funesto incanto 
Vittima il cor sarà. 

(Oh! cielo è troppo barbara 

La mia fatalità.) 


Signor, perdono, io vado, 


(Ah quello è pentimento!...) 
Di che parlate adesso? 
speme al cor ti sento! 
Quel vostro ignoto affanno 
Mi desta in sen pietà. 
(Oh! cielo è troppo barbara 
La mia fatalità.) 
Mi umilio.., (andiamo in guai.) 
‘Via presto... (non capite!) 
Altezzal... (basta omai.) 
Quel vostro ignoto affanno (a Ber.) 
Mi desta in sen pietà, — 
(I batte e suda e pesta, | 
Alfin sì vincerà.) (Isa. entra in casa, 
con Tar. che ne sorte di nuovo e si 
mette «ad osservare in disparte) 


Va in casa... (via finite) (forte e piano) 


sh) 
SCENA IX. 


Bertrando, Tarabotto in disparte, indi Ormondo. 
Ber. entrata Isa., va passeggiando concentrato 
in se stesso ed indica somma agitazione. 


Tar. 10) la impressione è fatta, e sembra in bene ) 
Ber.No no, morta è Isabella. 
Questa” è Nisa nipote 
Di Tarabotto! 
Tar. (Oh falla i conti.) 
Ber. Or dunque... 
(esce Ormondo) 
Orm.Signor, tutto è disposto.... 


Ber. Intesi. Ascolta. 
Fbbe in mare Isabella e morte e tomba? 
Orm.E perchè... (esitando) 
Ber. IL’ ebbe? (con. calore) 

Orm. E° certo. 
Ber. Eppur poc'anzi... 


(st ritiene dal proseguir e) 

(No per ora si taccia. ) lo vo e t'attendo. 
Ove t'imposi in pria... (ad Ormondo) 
(Quai prova angoseie mai quest’ alma mia.) 
| (parte col seguito.) 


SCENA X. 
Ormondo, Targbotto in disparte, poi Batone. 


Omar inchiesta ? qual suo gran turbamento! 
(esce Batone) 
Vien Batohe mio fido. (con un po’ d’ agitazione 
Tar.(Sentiamo adesso questi galantuomini.) 
Bat.Che vuol dir sig nor mio? 
rm. Tu già vedesti 
Isabella perir? 


20 
Bat. Sicuramente. 
.. Ma perchè il. domandate? 
Orm. Perchè il Duca 
Mi chiese or or lo stesso. 
Bat.Ch' egli avesse veduta la sipote 
Di Tarabotto capo 
Di questi minatori ? 
Orm. E ciò che serve? 
Bat.Che serve? Questa donna 
Proprio è un pomo spartito 
Colla morta Duchessa. 
Orm. (con gran premura) L’ hai veduta? 
Bat.E come | 
Orm Che un destino a me nemico 
Tratta salva Vl avesse ? 
Bat. — Oh! cosa ditel 
Orm Senti. Comando a te rapir costei (prende 
a se Bat e gli parla in modo che Tar. al- 
lunga il collo per sentire , ma inutilmente) 
Tosto che st fa noite, e a me condurla. 
Tar.(Non sento niente.) ; 
Orm. A te darò sèguaci 
Quai l’ uopo esige. Vo' vedere io stesso 
Sì gran portento. 
Bat. . Ma vederla or ora (con ap- 
prensione e forte) 
Quì voi potrete, senza ch'io sta notte.... 
Orm.k che? Non vo consiglio 
‘ Ove possa temere un mio periglio. 
Tu mi conosci, e sai, 
Che a me non si contrastaî < 
Servi al comando, e basta, 
Nè osarmi replicar. 
Sia l’opra appien compita, 
O pagherà tua vita - 
Un detto sol che possa 
L' arcano -palesar. (partono) 


La 


2 
SCENA XL dat 
Tarabotto, indi Isabella che esce circospetta , 
e guardandosi intorno. 
Tar. deciso. Costoro, in gran RE 
L'hanno colla Duchessa, e questa notte 
Le preparan \a festa. 
Ma ci son 10 per bacco.... bi tat3 
Isa. Amico, qui poc'anzi . 
Di Batone la voce udir mi parve; 
Tar.E' vero. Dite, v ha costui veduta? - 
Isa. Sì, non è molto. 


Tar. Ora ho capito tutto, 
Isa. Forse sospetta? 
Tar Sì, non v' inquietate. 


Nella testa ho terribil progetto.... 
La notte s' avvicina...» 
Ritorna il Duca.... 


Isa. Io fuggo. I 
Tar. | Anzi restate 


Vo’ che gli raccontiate i casì vostri. 
Isa. Che pensi? come? ‘ 


Tar. Vel dirò. M' è di uopo. 
Che assai lo interessiate. | 

Isa. Eccolo.,.. oh-=dio!” 
Seco è il tiranno mio,... | 
Al vederlo, oh qual gelol —. 1 

Tar.Coraggio! 

Isa. Ed in chi mai sperar? 


Tar. Nel cielo. — 


SCENA XII: 
Detti s Bertrando, Ormondo e seguite. 


Ber.Ai nuovo dì col mio fedele Ormondo 

(Tar, e Isa. s inchinano. Finchè Ber. par- 
la ad Orm., Tar. parla piano ad Îsa.) 
Parlerai sul disegno. 

Tar.Altezza sì. 

Isa. (Regger mi posso appena.) 

Ber.(Vedila) (piano ad Orm.) 

Orm. (Sorprendente somiglianza!) 

Tar.(Ci siamo intesi.) 

Isa. (Oh ciel! mi sforzerò.) 

Ber.Nisa gentil, voi sempre. mesta ? 


sa. Sempre. 
Ber.E perchè ? 
Isa. Pel più giusto 
E fatale timore. 
Ber.Timor di che? 
Isa. Degli uomini. i 
Orm.(marcatamente e fissando Isa.) Degli uomini! 
Tar.E n ha ragion. 
Ber. . Ragione ? 
Tar. Aver dovea 
Uno sposo... sì... no... s è poi ficcato 
Il diavol di mezzo... e allor... che guail | 
Diglielo tu, che meglio lo dirai. 3 
Isa. Nò, ricordar non voglio un tradimento. 
Ber. Voi tradita! 


Isa. Ah nol fossi? 
Ber.E chi fu il traditor? . SrL, 
Isa. Deh! che. chiedete? 


Ber.1l Duca ora vimpone 
Far la vostra vicenda a lui presente. 
Isa. Come può un innocente 


23 
Palesar senza affanno il suo dolore? 
. Si, parlerò, se pur mi regge il cere, 
Al più dolce e caro oggetto Ta 
Io serbava un'alma amante, 
Egli ardea d’eguale affetto, 
Ed in noi regnava amor. 
Quando un fellon m'invola 
Il eor del mio diletto, 
Più calma, oh dio! nel petto, 
Non trova il mio dolor. 
Ah} mi consoli almeno, 
Chi prova in seno amor. 
Ah! qual mai istante è questo, 
Sento l'alma in sen gelar. 
No, tormento più funesto, 
No, di questo non si dà. 
Ah! d'amore in tal momento 
Sento il core palpitar. (parte) 


SCENA KXIII. 
Bertrando, Tarabotto, Ormondo. 


Ber. Son fuor di me! Il mio caso! (resta as- 
Orm.(La storia mia! affrettiamci sorto inse stesso) 
Tutto a dispor pel rapimento. Io stesso 

Nè veglierò, che di nessun mì fido.) 
Tar.(Rumina pur. ) 
Orm. Signor, se ciò vi piace, 
Or men vado a dispor pel nuovo giorno 
Quanto già m'imponeste. 
Ber.Va pur. Dimmi, o fedel, non è un portentol 
L’udisti!.. (piano ad Orm.) 
Orm. ( E che- perciò? Quale per lei. 
Strana cura o signor?(*) Perdiam costei.) (p.) 
(*) s'inchina al Duca, e dice da se nel partire. 


/ 


e 


SCENA XIV. 
Bertrando, e Tarabotio. 
. Va facendosi notte. 
(Ber. resta assorto in se stesso) 


CONA e tutto disposto, 
È il gran colpo tentiam. Deve egli stesso 
Scoprir l’ iniquo ) Altezza*.. ahime!.. (se gli 
butta ginocchioni. Ber. si sorprende molto) . 
Ber. Che fal? 
Alzati. VE 
Tar. No, se prima , ( parlandngli con voce 
artifiziosamente. soffocata per-non essere 
inteso dal seguito del Duca.) 
Non sì degna promettermi 
Di difender la povera 
Nisa nipote mia. | © CD, 
Ber. i Come? che dici? 
lo difesa prometto... °° (Tar. si leva) 
Chi ardisce farle offesa? 
Tar. pat Quel briceone 
Di cui poc’ anzi le ho parlato. A: sorte 
Ho scoperto che allor che faccia notte 
Quì verrà per tentare non so quale 
Danno contro di lei. | 
Siamo ‘alla notte, ed io, per non spaurirla, 
Nulla le ho detto, ma 1l periglio è tale... 
Ber. Chi è costui? dove stà? farò ch'ei tremi... - 
T'ar.lo giuro a vostr’ Altezza, 
Che se il briccon con arte non si piglia... 
Forza non val. 
Ber. Chel 
Ter. ; L'è così. Di nuovo 
Altezza a lei lo giuro. 


‘25 


Ber, Ebben, vivi sicuro, (vivamente) 
Che quì a difesa sua farò che vegli 
Un tal per cui punito il tradimento 


Sarà col traditore in sul momento. (parte) 


Tar.Chi esser può questo tal se non ei stesso? 
> Andiamo tosto a far uscir di casa 
Per il cortil la povera signora: i 
Poi quì nascosti e stando in attenzione 
Scoprirem l’arti ree di quel briccone. 


SCENA ULTIMA 


La scena è oscurissima 


Tutti successivamente. 


Batone, con seguaci armati, uno de’ quali ha. 


un fanale da mano chiuso y e che dentro ha 
un lume acceso. 


Fal 
Bat. 1 acita notte oscura 
Deh! fa ch'io giunga al segno, 
_ E l’opra e’l mio disegno 
Ti prego secondar. | 
Amici voi sapete (ai seguaci) 
Chi vuol che ciò sia fatto. 
Or dunque su accostiamoci. (s’accosta 
alla casa, ed ascolta.) 
Quì non si sente un gatto... (Saccosta 
quello che ha il fanale) 
Fa chiaro un poco...è aperto... 
(trova aperta la porta) 
Ci dà favor la sorte, 

È Andiamo a lavorar. (entra co’ suoi 
seguaci. Entrato ch'egli è, escono da un viale 
a canto alla casa Tar.e Isa. e passano dall? 
altra parte ascondendosi dietro l’arbore e la 
panca. Isabella è vestita con. un abito nobè 
le, ma umesso, 2 


f 


26 


Isa. 
Tar. 
Isa. 


\ai 


ar 


n: 
Isa. 


Perchè con queste spoglie 
Vestita or mi bramate ? 
Allor che v ho salvata 
Vestita n’ eravate. 
Ma dite a quale oggetto? 
Ve lo dirà l’ effetto, 
Venite e vinceremo 
Non state a dubitar. 
Ah ciel vacillo e tremo, 
Non oso più sperar. (si celano. Esce 
Ber. con seguito: Alcuni hanno delle fiaccole 
smorzate, ed uno ha un fanale come sopra) 


Ber. In quelle cave oscure 
Celiamci, o fidi miei. 
Perchè vid'io costei? 
Perchè degg io tremar? (‘entra nelle ca- 
vità col seguito con cui si mette in ascolto) 
Isa. Mi balza il cor dal petto. (piano fra loro) 
Tar. E'lui non ve l'ho detto? (esce Orm. e 
xs... parla trovandosi poco discosto dal sito ove 
sta Ber.inascolto.Egli è con un seguace solo) 
Orm. Ch'entrato sia Batone, 
Cheilcolpo abbiatentato?(stapensando) 
Ber. (Ormondo!..) 
Tar. (E' quì il briccone. 
I sorci vanno in trappola. ) 
Orm Men voglio assicurar. (s’avanza verso la 
Batone. casa da cui n’esce Bat. co suoi) 
Bat. Signor mio |... 
Orm Fbben l'hai tu rapita? 
Bat. Di casa ell’è sparita... 
Orm. Non credo se non vedo... (entra co’ se- 
Bat. Entrate ... io non ho torto... guaci) 
(esce a questo punto Ber. e sorprende 
hì.. Bat.) 
Ber. 


‘ Taci o tu sei mortol 


Lo 
i; 


Allor che torna Ormondo 
Fa che ragion ti renda, 
Perchè tal ratto imprenda, 
Ed io stò ad ascoltar. 


a4 
Bat. Signor...sarà .., servito (con gran timore) 
| (Ohimel.. che cado... in fosso:.. 
\ Mi vien la febbre addosso... | 
In piè non posso star.) 
Is.e Ber.) (Oh! ciel! l angustia mia 
Mi guida a delirar.) 
Tar. (Da brava, forti adesso, (plano ad Isa.) 
Non c'è da dubitar.) (Ber. si rimette 
Bat. Coraggio, Batone, al suo posto) 
Ci va la tua pelle... 
Facciamo il briccone 
Ben chiaro parlar. (‘esce Orm. dalla 


‘Orm. Che fiera disdetta! casa co’ suoi} 
Bat. Pbbene ? 
Orm. Non c'è. 


Bat. Ma dite, e perch8 
Rapir questa donna | 
Orm. O dessa è Isabella 
Già ingrata al mio amore , (Ber. fa gran 
O tanto par quella, moto di sdegno) 
Ch'io debbo tremar. LR 
Bat. E avete deciso... 
Orm. Che mora all’ istante ... 
(incalzando il dialogo tutti due, e 
parlando quasi forte, Bat. spiega 
la più gran compiacenza) . 


Bat. Perchè non volete... 
Orm. Che viva un oggetto... 
Bat. Che della vendetta... 


Orm. Mi tolga l’ effetto... 


28 
Bat. E al Duca discopra.. 
Orm. 1 miei primi iligangilo . (esce Ber. con 
è. Soldati che hanno ‘accese le fiaccole. 
S' illumina il Teatro) 
Ber. Tu sogni, t'inganni, 
O vil traditor. {Orm. è disarmato , 
e tolto in mezzo dai Soldati) 
Ber. Sposa oh dio! sposa ove sei ? 
Fui sedotto, e ti perdeil. .(desolatissimo) 
S' altro offrirti non poss io, 
Abbi almenu il sangue mio. 
(per cavare la spada. Esce Isa. con 
Tar., e tr attengono Il Duca) 


Isa.eTar. Ferma... ferma. 
Ber, Tul.. chi sei? (ad Isa.) 
Isa. Chi nel core, come in petto 

Porta quel, cui serba affetto. (cava 


dal seno il ritratto di Ber., che va 
all’.eccesso dello sbalordimento ora 
guardando Isab., ora il ritratto) 
Ber. Tu il ritratto 1.. d' Isabella 
Tu le vesti... 
‘lar. (vivamente) È quella è quella, 
Che da me fu un dì trovata 
Sulla spiaggia mezza. morta, 
Ch'è per opra mia rinata, 
Che per voi or quì è risorta, 
(colla più grande impazienza.) 
Che le vesti le ho serbato, 
Che il briccone ho smascherato , 
Che... non basta?.. 
Ber. Dio!.. ma degno, 
(per istendere ad Isa.le braccia; ma si i Hitienb 
Del tuo core ah! più non sono!.. 
Isa. Tu m'offrivi il sangue istesso!.. 
Ser pentito... io ti perdono. 
(gli stende le braccia, e vi vola Ber.) 


= 


\ pe, 


29 


Bat. ( Ora tocca a me il sorbettol} 

Tar. ‘ Viva viva il vero amor! 

Ber. EF perchè nel rapimento (a Bat.) 
L'opra tua fu all’'empio unita 

Bat. Perchè fece a me il saluto, 


Pagherai colla tua vita! . 
(fa un moto d'ira verso Orm.) 
Se la vita abbiam perduto, 
-Non si compra un' altra volta. 
Onde ... Altezze ... vedon bene.. 


(5 inginocchia y 
Grazia a un figlio del timor. 


Isa. Grazia a lui sia pur concessa. 
Tar.e Bat. Benedetta! ognor la stessa | 
Ber. Premio degno, o uom virtuoso, (1 Tar.) 


Già t' appresta il nostro core : 

Tratto altrove a giusto orrore 

Tosto sia quell’'empio cor. 

{i soldati conducono via Orm.) 
Tutti. 


Presto o tardi il ciel clemente 
Tutti scopre 1 neri inganni; 
E corona l'innocente, 

E punisce il traditor. 


FINE. 










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LA GIOVENTÙ D’'ENRICO V. 


BALLO DI MEZZO CARATTERE 


IN QUATTRO ATTI 


D'INVENZIONE E COMPOSIZIONE 


DEL SIGNOR URBANO GARZIA. 


o ._———  j Pt) © 


PERSONAGGI. 


Ennico V., Ereditario della Corona d’ Inghilterréy 

LA Principessa, di lui sorella. 

Rocnesrer, Ministro, e ‘favorito del Principe. 

| Micepi Cara, prima Dama d' Onore della Principessa. 
ObpoarDo , primo Paggio del Principe, amante di Mess Bettì. 
Dame, e Paggi d'Onore di Corte. 

Copp, fu Capitano Corsaro, padrone d'una Taverna. 


Bertì, sua creduta nipote, che poi si scopre invece 
nipote di Rochester, 


AnNA, sorella di Copp. 
Accorrenti, e Servetiti alla Taverna. 
Guardia notturna, 
La Scena ha luogo nel Palazzo del Principe, 
e nella Taverna di Copp. 





Le Scene sono tutte nuove disegnate e dipinte 
dal Sig. Giovanni Peproni. 


32 PERSONAGGI BALLERINI. 





Inventori e Compositori de? Balli 
Sic. Grosa GarTANO, -- Sic. Ganzia URBANO: 


. Primi Ballerini serj 
Signora Millier Antonietta. - Sig. Titus Caterino. - Signora Copper Jenny. 


Primi Ballerini per le parti serie 
Sig. Boccì Giuseppe. — Sig. Nichli Carlo. 


Signora Sevesi Serafina. -- Signora Bocci Maria. 


Primi Ballerini per le parti giocose i 
Signora Viganò Celeste. — Sig. Francolini Giovanni. 


Primi Ballerini di mezzo carattere 
, Signori | 
Merant Francesco Zaverio, Grassi Gio., Trigambi Pietro, Ciotiì Filippo. 
Altri Ballerini per le parti 
Signora Bresciani Maria. 
» Signori 
Cherubini Antonio, Trabationi Giacomo, Bianciardi Carlo. 
Allievi dell’ Accademia de’ Regj 
Signore i 
Bianchi Margherita, Soldati Giuditta, Alisio Carolina, Rossi Francesca, 
Gregorini Adelaide, Sirtori Carolina, Santambrogio Maria,. 
Zampuzzi Maria, Bertini Teresa, Brugnoli Amalia, Rinaldi Lucia, 
Bianchi Angela, Grassi Adelaide, Trezzi Gaetana, Metalli Angela, 
Valenza Carolina, Viscardi Giovanna, 
Sig. Bianchi Francesco. 


Cesarei Teatri 


Corpo di Ballo 


Signori 
Nelva Giuseppe. 
Casati Carlo. 
Goldoni Giovanni. 
Arosio Gaspare. 
Sedini Luigi. 
Parravicini Carlos 
Gavotti Giacomo. 
Prestinari Stefano. 
Zanoli Gaetano. 
Rimoldi Giuseppe. 
Citterio Francesco. 
Corticelli Luigi. 
Villa Giuseppe. 
Baranzoni Giovanni. 
Tadiglieri Francesco. 
Conti Fermo. 


Signore 
Ravarini Teresa. 
Albuzio Barbara. 
Trabattoni Francesca. 
Bianeiardi Maddalena. 
Fusì Antonia. 

Nelva, Angela. 
Barbini Casati Antonia. 
Ponzoni Maria. | 
Rossetti Agostina. 
Feltrini- Massimiliana» 
Bertoglio Rosa. 
Massini Caterina. 
Mangini Anna. 
Costamagna Eufrosia. 
Guzelloni Carolina. 
Bedotti Teresa, 
Taverna Rosa. 


_. Supplimenti ai primi Ballerini 
Sig. Nichli Carlo. — Signora Bocci Maria. 
Sig. Grassi Giovanni. — Signora Bresciani Maria. 





ATTO PRIMO. 


Sala nel Palazzo del Principe 7 
che dà l’ingresso a varj Appartamenti. 


€) dvardo impaziente di recarsi dalla sua Bettì, passeg- 
gia pensieroso per la sala. Rochester nel sortire dal suo 
appartamento s'incontra con esso, lo conosce di cattive 
umore, lo interroga, ed indovina esserne la causa amore, 

Odoardo non può negarlo, quindi destramente insti- 
gato da Rochester gli palesa il mome della sua amata, 
ed il luogo della di lei dimora. ; 

In quello, entra Miledi Clara; al di lei arrivo Odoar- 
do si ritira per rendersi dalla sua Betti. i 

Breve colloquio tra Miledi Clara e Rochester, espri- 
mente la promessa reciproca di sposarsi, previa la So- 
vrana approvazione. 

Si presenta Enrico: Miledi, inchinato il Principe 
passa negli appartamenti della Principessa. 

Rochester interrogato da Enrico, gli risponde in aria 
di scherzo di volersi maritare con Miledi Clara: Enrico 
lo motteggia su tal proposito mostrandosi alieno dal per- 
metterglielo, e lo invita a proporgli qualche tosa di più 
significante per passar bene il resto della sera. 

Rochester dopo breve riflessione, gli progetta con fran- 
chezza di andar con esso alla Taverna di Copp, ove tro- 
‘vasi un amabile Ragazza, ma che conviene cantbiarsi di 
abiti per non farsi conoscere. 

Piace talmente al Principe la proposta, che tosto chia- 
mato un Paggio, gli commette di preparargli due abiti da 
Matalotti, e del denaro. i 

In quello, preceduta dalle sue Donzelle esce la Prin- 
cipessa per invitare Enrico ad una festa. 

Enrico ia prega di precederlo , mentre in quell’ istante, 
un affare di somma premura lo trattiene, e quasi confuso 
ne chiama in testimonio l’accorto Rochester che lo conferp:a. 
La Principessa crede, consente, e rientra con le Donzelle. 

Rochester fa avanzare i Paggi già pronti coi vestiti com- 


b) 


34 | 
messi, e hon veduto dal Principe coglie it momento di 
togliergli la borsa del denaro, per trarre a fine un suo pen- 
siero capriccioso. 

Impaziente Enrico di recarsi al luogo indicato corre a 
travestirsi unitamente a' Rochester, imponendo ai Paggi 


silenzio, 
ATTO” SE: GONO: 


Taverna di Copp. 


Î camerini superiori sono occupati da varj accorrenti, 
i quali giunta l'ora consueta se ne partono. 

Giunge Copp, applaudisce la condotta di chi lo ser- 
ve, e commette ad essi di chiamar la Nipote, ciò che. 
si eseguisce. ‘ 

Si presenta Bettì, bacia la mano al Zio, dal quale è 
colmata di carezze. Essa gli corrisponde con pari senti». 
mento, e tutti giciscono del familiare e sensibile affetto. 

Annunziato, entra Odoardo sotto l'aspetto di Maestro 
di Ballo; egli è accolto con distinzione da Copp, che 
gli propone di dar la consueta lezione alla sua Bettì in 
quel luogo stesso; al quale effetto entra colia sorella nella 
sua stanza a prendere la chitarra. 

Gli amanti colgono questa occasione per confermarsi 
il loro amore. 

Copp ritorna,.e tosto si eseguisce la danza. 

Compariscono Enrico, e Rochester in abito da Matalotto. 

Odoardo nel vedere il Principe è per ritirarsi, ma 
un cenno di Rochester gl’ impone di rimanere, e tacere 
in qualunque circostanza. 

Enrico fa osservare a Rochester, che quel giovine s’as- 
somiglia perfettamente al suo paggio Odoardo; indi passa 
alla tavola di ricreazione, cui Bettì assiste per ordine 
del Zio. 

Al termine della tavola Copp di già alterato dai scherzi 
del Principe con Bettì gli presenta il conto. 

Rochester inosservato parte, lasciando il Principe nell’ 
imbarazzo. 41 

Enrico nell’atto di pagare non trova più la borsa del 
denaro, non vede il suo compagno Rochester, e ne ri- 
mane estremamente confuso, 


39 

:Copp. in questa circostanza mostra non equivoci segni 
di diffidenza e chiede con sdegno d’esser pagato 

Bettì mostra qualche dispiacenza per la situazione di 
Enrico, e Odoardo ride: finalmente Enrico per sortire 
da tale imbarazzo presenta il proprio Orologio a Copp; 
priomettendogli di soddisfarlo nella mattina seguente. 

Copp prende la mostra, e quindi crescendogli il con- 
Cepito sospetto commette a Bettì, e a Odoardo la custo- 
dia d’ Enrico, e parte di fretta... — 

Il Principe, che teme avvenimenti sinistri, ambi pre- 
ga di lasciarlo sortire: essi non possono giovargli, per- 
chè chiusa la porta d’ ingresso 

Enrico rinnova le-sue preghiere, porgendo un gemmato 
anello ad Odoardo, che accetta: Bettì consulta se stes- 
sa, e trova l’espediente di farlo fuggire per la finestra, 
lo che succede all’ istante con l’ ajuto di una corda. 

In tal momento ritorna Copp con la notturna guardia 
per arrestare l’incognito, avendo scoperto che l’ erolo- 
gio lasciatogli è quello del Principe. 

Sente con sorpresa esser’ egli sortito per la finestra; 
se ne sdegna, medita, e risolve di presentarsi alla Cor- 
te; dà alcuni ordini alla sorella, e parte tosto con essa 
e Bettì, unitamente alla guardia che lo accompagna. 

Odoardo li precede accennando di restituirsi al suo 
impiego per una strada più corta. 


ATTO TERZO 
Torna la Scena Prima. 


bic vestito con l’ abito di Corte s’accorge del 
ritorno del Principe, e per dimostrare ad esso l' esatto 
suo servizio, finge dormire sopra due sedie a traverso alla 
porta d’ingresso del Reale Appartamento. Si presenta 
Enrico confuso per l’ avventura poco prima sofferta. 

Vede il suo Paggio che dorme, e impedisce l’ine 
gresso alla sua camera: gli dispiace, ma è costretto a 
destario per cambiarsi di veste. , 

In questo Miledi Clara il sorprende, cogliendo que 
momento per farsi firmare un foglio contenente la dilei 
unione matrimoniale con Rochester, 


36 

Enrico senza leggerlo vi pone il suo nome, e tosto 
entra nella sua camera. i 

Miledi Ciara chiama Rochester, gli mostra il foglio sot- 
toscritto dal Principe, ed ambi gioiscono del vicino loro 
» contento, 

La Principessa di ritorno chiede , del Principe. Egli 
comparisce preceduto dai suoi Paggi. 

Arrivo di Copp e Bettì, sviluppo di tutto I° accaduto 
col mezzo dell'orologio, e dell’anello. 

Sponsali di Miledi Clara, e Rochester; e di Odoardo, 
e Betti, la quale viene riconosciuta e approvata nipote 


di Rochester. 
Si vanno a celebrare le feste nel Giardino Reale, 
ATTO QUARTO, 
Giardino Reale 


Danza, e quadro finale.